Il PD (quello che ne resta) incespica nell’Antimafia

rosy bindi mafia pd de luca mafiosi di sinistraChe Rosy Bindi avesse qualche problema, del resto non l’unica, con il PD targato Renzi non è certo una novità. Le prime avvisaglie si ebbero nel 2015, quando il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, ai tempi imputato nel processo legato alla vicenda Sea Park, venne inserito nella lista degli impresentabili. Ai tempi la cosa si risolse con una delle solite risposte di classe alle quali il governatore ci ha via via abituati (‘Infame, da ucciderla’) e per le quali nessuno del suo partito, in questi tre anni di affermazioni del genere, non ha mai chiesto conto se non preso provvedimenti.
Adesso Rosy Bindi (ai tempi attaccata in maniera altrettanto elegante da Silvio Berlusconi ; diciamo attaccata da sempre, da destra e da sinistra, da chi forse di antimafia ha un pò di problemi a parlarne), dopo aver definito questi ultimi 5 anni i peggiori per l’antimafia e, senza fare nomi, dopo aver aggiunto che è difficile fare lotta alle mafie quando poi chi dovrebbe combatterle ne copia gli atteggiamenti e comportamenti, il tutto in occasione della presentazione della ‘Carta di Milano’, rilancia ancora, parlando questa volta direttamente al partito.
È infatti con una domanda semplice e chiara che la ministra, presidente uscente della commissione antimafia, rilancia la polemica : come è possibile che Davide Mattiello, che che ha lavorato tanto e bene e ha il record di leggi approvate di cui è stato relatore, che rappresenta per il parlamento il mondo dell’antimafia, non abbia ancora una posizione certa per la propria candidatura, e altri soggetti invece sì? Ora, che il Pd abbia visti ridotti i propri ‘posti’ è vero: non pochi infatti, che guarda caso negli ultimi tempi erano andati contro il gruppo del Giglio fiorentino, sono rimasti a bocca asciutta ; è certo però che poi, quando si vede la Boschi candidata in 5 collegi, ministra di cui si è parlato solo per le sue intromissioni in campo bancario, giustificate nel tempo come interventi sul territorio, territorio sul quale però non si candida, un pò di ragione a chi si lamenta delle assegnazioni allora viene da darla.
Che Rosy Bindi si riferisse proprio alla Boschi non ci è dato sapere, di certo, nonostante la separazione di una delle parti più rilevanti del partito, per il PD i problemi interni non sono ancora finiti. Per il momento, al riguardo di queste affermazioni, gli italiani, come per prima la ministra antimafia, stanno ancora aspettando una risposta. Risposta che non sembra essere contemplata vista la polemica di questi giorni di Renzi con il M5s riguardo agli impresentabili in lista, peccato che di impresentabili si accusi il PD da almeno 3 anni, e che le accuse gli vengano rivolte da membri del proprio partito e non dall’opposizione. Si parla tanto di future alleanze, che saranno obbligatorie dopo le elezioni con questa legge elettorale, ma nessuno sembra vedere che, sia a destra che a sinistra, ancora prima di guardare all’esterno, si dovrebbe cercare di sistemare i problemi all’interno.

*FONTE: Gli Italiani – Quotidiano (05.02.2018)