IL PONTE

le-somail
Il ponte si eleva sopra il fiume,
senza conoscerlo, senza sapere
quant’acqua ci possa volere
per dare a quell’acqua un nome.

Come alla primavera dall’inverno
è un passaggio,
senza interno oppure esterno,
rondini nel cielo di maggio.

Dall’alto si può scorgere
scorrere la corrente; s’intuisce,
nel paesaggio che s’infittisce,
la foce o la sorgente.

Passa l’uomo col pennello,
né brutto né bello
dal profilo regolare, sulle acque
ma senza volare.

Che il ponte voglia rappresentare
l’opera modesta d’un artista
che umile voleva volare,
senza ali, attraverso il mare ?

Non voler attraversare un’epoca:
l’impresa epica
dello scrittore eremita
che non vuol vivere la vita.

Allora, il ponte sia presente
anche sulla poesia
che scorre e scappa via
e che intride l’autore;
elevando il suo lettore.

A. (Le Somail, 10 2019)