I MEDIA FRANCESI TRUCCANO LO SCANDALO SULLE MULTINAZIONALI DI COSMESI (05.07.2017)

cosmetici-make-up-1-150x150A seguito di un’inchiesta dell’associazione di consumatori Que Choisir, sarebbero non pochi i prodotti illegali individuati sul mercato, ma nessuno sembra volerne o poterne parlare.

Una volta di più, e non solo in Italia, i media vengono accusati di dare solo le notizie che possono, quelle cioè che non nuocciono ai loro interessi, o meglio dire, ai loro portafogli. Molti giornali oramai vivono solo grazie agli introiti pubblicitari o ai finanziamenti degli investitori, spesso rappresentati o rappresentanti da multinazionali.
Su tutti, spicca il colosso francese L’Oréal, numero uno nel mondo per la cosmesi, e terzo più grande investitore mondiale in pubblicità : cifre che certo possono ammorbidire la pelle dei proprietari dei media… Ma andiamo con ordine.
L’associazione dei consumatori ‘UFC-Que choisir’ ha fatto alcune ricerche su varie marche di creme di bellezza, shampoo e schiuma da barba e ha scoperto che ben 23 prodotti commercializzati in Francia, contengono sostanze vietate per legge. Ma la notizia non è questa, cosa oramai a cui siamo abituati e a cui saremo sempre di più, sopratutto nell’Esagono, dove con Macron la politica diventa marketing, e lo stato una grande multinazionale ; no, la notizia è appunto che nessun media, sopratutto quella che dovrebbe essere la più interessata, ovvero la stampa femminile, ne abbia dato notizia, se non qualche raro caso di media ancora indipendente libero e onesto, come ‘Le Canard Enchainé’, diventato oramai uno dei simboli superstiti del vero giornalismo made in France.
La ricerca ha smascherato le più vendute maschere per bellezza : ad esempio la L’Oréal Men Expert Vita Lift 5, sarebbe piena di méthylisothiazolinone ; Mit, in breve il nome di questa sostanza, è un forte allergene a proposito della quale già nel 2010 la società francese per la sicurezza sanitaria metteva in guardia. Due anni più tardi la società francese di cosmesi ne confermava i rischi, fintanto che nel 2013 i dermatologi americani designavano questa molecola come allergene dell’anno, cioè quello che aveva creato più problemi ai consumatori ; è quindi stata ufficialmente vietata dal 12 febbraio di quest’anno. Quando, a seguito di questa ricerca fatta a maggio, ne è stata trovata nella crema anti rughe di L’Oréal, il grande marchio francese se l’è cavata scaricando tutta la colpa sui distributori, accusati dalla multinazionale di vendere prodotti vecchi e oramai fuori commercio…
È stato quindi deciso, dalla Commissione europea, che entro 6 mesi a partire da luglio 2015, questa sostanza doveva scomparire del tutto e mai più trovarsi in nessun scaffale di nessun negozio del vecchio continente. Ma ancora in aprile 2017 del MIT se ne trovava nel gel per capelli Vivelle Dop, sempre di L’Oréal, e questa volta la multinazionale ha dovuto pagare 300000€ di multa per truffa.
L’UFC ha individuato ad oggi 12 composti chimici altamente indesiderabili all’interno di una migliaia di prodotti, la più parte dei quali sono perturbatori endocrini, sui quali esistono abbastanza studi per poterne tranquillamente esigere il ritiro definitivo dal mercato. La presenza di queste sostanze deriva dal fatto che la più parte dei cosmetici, composti di materie grasse e acqua, favorisce lo sviluppo di batteri, è per questo che le multinazionali le farciscono di grandi quantità di biocidi.
E a seguito di questo elenco, è sempre il gigante L’Oréal ha vincere con circa una ventina di prodotti ‘illegali’ che vanno dalla lacca, allo smalto per unghie, passando per la crema auto-abbronzante. Anche Nivea comunque fa la sua bella figura con un detergente intimo o la crema Nivea Baby, sì quella per bambini, che conterrebbe un conservante tossico per il sangue e il fegato, una cattivissima molecola che compare anche in ben quattro marche di salviette per bambini ( Nivea, due di L’Oréal, e Pampers). Il premio per prodotto peggiore va comunque alla crema solare per bambini Lovea che, nascosto dietro il marchio Disney, ha al suo interno un pò di tutto : il famoso phénoxyéthanol, ben due perturbatori endocrini, e perfino una spruzzatina di MIT. Sarà contento Topolino di questo traguardo ?
Ciliegina sulla torta, il 4 luglio, a Bruxelles gli stati membri dovevano votare se accettare o meno la proposta della Commissione europea sulla regolamentazione di questi perturbatori endocrini, che sono oramai presenti un pò dappertutto nella nostra vita quotidiana. Proposta della commissione, appoggiata su tutti dalla Germania, che risparmia la più parte dei prodotti tossici, in quanto prevede un livello di prova per la loro tossicità così elevato che ci vorranno anni prima di capire i reali effetti dannosi per la salute delle persone. E se fino ad oggi, la Francia aveva tenuto duro contro questa proposizione insieme ai paesi nordici, una volta arrivato Macron, la musica è cambiata, la Repubblique en Marche ha votato per il sì, e le lobby hanno vinto. Del resto non è forse nemmeno troppo una battuta quando si dice che la Francia, ora col pupillo della finanza al potere per 5 anni, più che una repubblica En Marche (in marcia) diventerà una repubblica En Marché (nel mercato).

A.

*FONTE : Le Canard Enchainé 5.7.2017

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