quattro dita di lucidità

appunti distinti
in quattro righe
il giorno la notte
secondo l’umore

 

*

il mondo è una zanzariera
per il calabrone fino all’ora
in cui si ricorda di volare
perché non sa di non potere

*

per capire se quella persona
vale davvero il vostro amore
guardate se al passare di uno
stormo in cielo prova stupore

*

incubi di cuscini pieni
di problemi, e la testa
avvolta dal rimbombo
di lontane esplosioni

*

lo guardavano ridendo
o lo compativano solo
per il gusto di sentirsi
sani: martire per loro

*

quella puttana della mia vicina
la vedo nascosta dietro al vetro
nella sua camera da letto, presa
a farmi le corna con suo marito
(#QuattroDitaDiRomanzo)

*

la foglia titubante guarda
da una parte e dall’altra
finché decisa attraversa
la strada troppo affollata

*

innumerevoli uomini nell’aria
sulla terra e sul mare, e tutto
ciò che realmente accade
accade a me…
(#QuattroDitaDiBorges)

*

ascetica scimmia, asettica
cavia da laboratorio, uomo:
libero cittadino votante
oggi padrone del niente

*

se io fossi presidente
proporrei ogni giorno
un minuto di silenzio
in ricordo della libertà

*

il centenario della marcia
su roma, degnamente
celebrato all’unanimità
da tutti gli anti-fascisti

*

vorrei un figlio solo per avere
un motivo per imparare a suonare
uno strumento, così da potere
un giorno, dedicargli una canzone

*

in certi casi
la bellezza
è davvero
sconfortante

*

#TELECOM #Meloni
(se resta tempo di parlarne,
tra l’articolo determinativo e
il tetto -la tetta?- di cristallo)

*

camicia nera e colletto bianco
Piero, che quando non è giorno
si alza fiero, issa ora la bandiera:
sa che anche oggi sarà come ieri

*

ho visto un aereo in cielo
ieri, che credeva d’essere
una stella. più in là la luna
lo guardava comprensiva

*

chi non vive
con un gatto
non può sapere
cos’è l’autunno

*

come sono uscito di casa ho visto
la brutta smorfia del solito vecchio
seduto al parco: non ce l’ha col mondo
ma prova disgusto per la sua vita finita

*

avec la pluie à #Mailhac
aux pieds des arbres
dans la rue, tout à coup
ça pousse l’Art

*

l’uomo ch’è oggi non accoglie
solo il ragazzo di ieri, ma tutti
quegli uomini a lui precedenti:
la sua fecondazione è infinta

+

Andrà tutto bene
deve resistere!
diceva il boia
affilando la lama

*

una verità detta per scherzo
è peggio d’un debito non pagato
consente all’orecchio di non sentire
ciò che la bocca non vuole dire

*

in orario o meno, oggi
in stazione la battaglia:
Taranto-Ancona contro
Perugia-Assisi

*

lasciava sorrisi lascivi
come biglietti da visita
sottili labbra innocenti
di chi sa quel che vuole

*

steso a letto
con la gatta
e l’insonnia
tra le gambe

*

Vorrei che la struttura
del mondo crollasse!
chi lo disse? un invasato
alla croce inchiodato

*

l’educazione è la prima
forma di prigione: l’Io
dev’essere come tutti
quelli che non siamo

*

così tanto tormentate tra
femminismo e femminilità
quando solo desiderano
poter essere sé stesse

*

se una rivoluzione
passa alla televisione
non è una rivoluzione
ma qualcosa d’altro

*

come agli arresti domiciliari
ogni cosa è puro passatempo
un vuoto impossibile da colmare
un vuoto che chiamano vita

*

Enrico Mattei capì
che le sette sorelle
scrivevano petrolio
e leggevano libertà

*

taglia e cuce, taglia e cuce
continuamente momenti
di felicità, per farne toppe
al suo malinconico vestito

*

dove va tutto quel dolore che
per istanti infiniti ci tormenta
finché all’improvviso senza
dire addio, scompare?

*

sogno boschi freschi
pascoli nuovi, verdi come
capita a volte di vedere
nei dipinti dei poeti

*

diluvia: dal fondo della via
abbaiano cani abbandonati,
cristalli in secchi di metallo
attirano la gatta alla finestra

*

vagando sbandito pel mondo
mi rendo conto di non essere
mai stato certo di una cosa:
il mondo è davvero rotondo?

*

non pensate
che la morte
sia la patria
della vita?

*

dolce calimera
e occhi di vetro
a l’Italia, per quel bivio
van cucendo il sudario

*

siamo nient’altro che uomini
che più non si appartengono
siamo automi che credono di
essere umani perché intelligenti

*

il potere s’installa
dove l’uomo è suddito
quando l’uomo è libero
potere resta una parola

*

era contento ché aveva perso
peso, non sapeva dire quanto, ma
tanto: ora poteva andare fiero
d’aver un cervello ben leggero

*

avanza incerto il passo nell’ombra
la foglia bagnata affonda nel fango
nemmeno l’albero è più un riparo:
troverò appiglio perdendo equilibrio?

*

nella maglietta non cela l’eccitamento
d’estate di rado indossa culottes
ama bagnarsi in spiagge naturiste:
ama i fiori, ma non li coglie mai

*

ricordo che mi chiese
come valutavo i versi
di quel poeta?
Spleendenti le risposi

*

e lasci andare pensieri tristi
provi ad ingannare il tempo
ti ripeti tutto va bene – ma non ti riesce
far finta d’ignorare che ti stai mentendo

*

il suo grembo maritale
è ricettacolo di segreti
ignobili da raccontare
per il decoro civile

*

hai mai visto davvero
un uomo pregare
implorare di Essere
salvato?

*

primordiale la ferita rivendica
nel momento in cui si giudica
sia cicatrizzata, d’esser curata
ancora, con piccole attenzioni

*

fotosintesi perfetta spirito e corpo
foglia in balia del vento, nel bosco
quando passo con fare guardingo
l’albero mi dice che non sono solo

*

Il giorno dopo
la morte della
regina, tutti
si fan sudditi

*

un film in bianco e nero
ieri, una foto sfocata
domani, una stella cadente
oggi – come se fosse vita…

*

à 41 ans
on le sait
le pire c’est
juste après

*

faceva l’amore
come un carcerato
ché il suo carcere
era l’amore

*

sempre alla ricerca di
una certezza doppiamente certa
infetta l’aria la paura, mosche
che fanno nido sottopelle

*

per il viaggiatore
la casa più dolce è negli occhi
della straniera che lo accoglie
col sorriso caldo di benvenuto

*

l’atto poetico è volare
nel vuoto, fantasia sfacciata
della realtà che di colpo perde quota
e diventa vita

*

sono quel ragazzo
che trova sollazzo
con l’immaterialità
sparso fra la gente

*

domani è un altro giorno
a breve sarà possibile entrare, ma
non fare domani quello che puoi fare
oggi, anzi: non lo fare mai

*

lo schiavo guarda la sua catena
odia il carceriere che ne detiene
un’estremità, ma dimentica l’altra:
se stesso

*

qualche elemento del corpo insegnante
persiste a pensare di testa propria
ciò rappresenta un grave pericolo
per il mantenimento del Nostro ordine

*

quando una pietra è stata levigata
non può ritornare allo stato grezzo
tutta l’acqua passatale sopra
a oggi ne ha definito la forma

*

è una donna che sa come piangere
non vista davanti allo specchio
dare sollievo ai sentimenti repressi
rimanendo deliziosa se pure pallida

*

avanza fiduciosa anche se fradicia
sotto la pioggia la menzogna
senza vergogna, cerca solo
un riparo

*

Guarda che bel nascondiglio
dice al cerbiatto il coniglio
mentre quatto quatto il topo
si infila sotto l’armadio

*

nei suoi occhi galleggia
la curiosità, la meraviglia
dei bambini: la sua qualità
la più bella

*

scorre acqua tra le rocce
scorre sangue nelle vene
sangue nelle vene di braccia operose
opere fatte da braccia venose

*

Lagrasse villaggio medievale
lunghe gonne di vestiti a fiori
nuova allergia del quarantenne
des Corbieres aux Cevennes

*

droga nelle vene
inchiostro sul foglio
Bacco Tabacco e Venere
Fenice che risorge dalla cenere

*

d’accordo col Ciclope
ma con le sirene
come poté Ulisse
ignorarne il canto?

*

sbatte una porta nel silenzio
si rovescia l’assenzio per terra
Apri la finestra a vedere
se aria tira, che aria tira

*

avanza fiduciosa anche se fradicia
sotto la pioggia la menzogna
senza vergogna, cerca solo
un riparo

*

un’ombra snella e aggraziata
incline a sembrare troppo magra
appare stupenda dove lei si siede
stupenda nel mangiare quel gelato

*

sarà un cliché
ma c’est obligé
attraversare il mare
per trovare un porto

*

fatti portare dove è il mare
l’ho nascosto in un cassetto
gli scheletri nell’armadio
balleranno sulla spiaggia

*

una lingua serpente a sonagli
violenta innocente la bocca: sgorga
erutta irruente,  irriverente
La mot qui déchire

*

la poesia sediziosa
lascia la sua saliva
su capezzoli intirizziti
protesi nello spasmo

*

come se sbattessi ali
di farfalla scrivendo
il movimento dell’ala
lo sento dal di dentro

*

addio alle promesse
non mantenute, speranze
disattese – che nessuno
più pianga dolore

*

accanto ai carri armati
cammina a piedi nudi il poeta
con fare grave
celando un sorriso

*

io vorrei solo un pizzicotto
per uscire da questo incubo
per svegliarmi da questo sogno
eterno, disatteso

*

l’abisso che si cela
dietro la nostra illusoria
connessione
al mondo

*

abbandona la strada
rispetta il padre
onora la madre
sii l’orgoglio della Loro vita

*

chiavi d’auto
chiavi di casa
chiavi di cose
chiavi d’infelicità

*

gli occhi del dubbio
nel riflesso del buio
Eva che si presenta:
Hai presente il Paradiso ?

*

i frutti non colti
si lasciano cadere
evolvono a nuova vita
il sole la luna

*

un colore così bello
a illuminare il giorno
grigio conformista – orizzonte
che ridà la vista

*

io non mi capisco
non so chi sono
non so cosa voglio
a malapena mi sopporto

*

trangugiando vino d’annata
sul palato persiste qualcosa
la lingua alla ricerca del punto
batte sul dente che duole

*

segnalibro di un passatempo
parole soltanto inchiostro
brucia le dita la ricerca di
un’emozione onesta

*

una bicicletta a rotta di collo
slavina giù dalla collina
svogliate issano la testa
mucche sacre lungo i prati

*

d’improvviso la musica
libera sopraggiungeva
e potevo gioire anch’io
Io che ero quella musica

*

sono tutto quello che
tua madre ti ha insegnato a non volere
sono un rifiuto della società
meglio: il rifiuto della società

attratta dal baratro
sei sicura d’avere le scarpe giuste?
Non servono scarpette da ballo
se sai sentire la musica

*

devoti canti indiani
sulla riva del fiume
giace stesa ad asciugare
una vana camicia fradicia

*

si muore
dando amore si muore
contando le ore – nel ricordo
si vive

*

Facebook
sta alla vita
come la masturbazione
sta all’amore

*

quando l’incendio ti sta raggiungendo
e d’improvviso violenta la pioggia
la pioggia non è più
un tempo di merda

*

per cause di forza maggiore
i cimiteri vennero aboliti
per cedere il loro spazio
a discariche d’ingombranti

*

non puoi
chiedere
se non vuoi
dare

*

come una barca
nel cortile
di una casa
di campagna

*

ostinarsi a cercare
il coraggio di amare
nonostante tutto
la nostra sorte

*

a furia di fare tanti scatoloni
un giorno mi sono stufato
e sono andato a viverci
in una scatola di cartone – ma vista mare!

*

il y a des etoiles
dans le ciel dont
on saura jamais
le nom

*

amarte
del marte
al marte
al mar

*

le stelle e la luna appartengono a un altro
cielo: quante notti in rifugi di fortuna…
rimane ora l’infamia di troppe prigioni
la ricerca vana del proprio odore

*

le futur c’est le passé
tout ce que
on a pas fait
dans le present

*

Ulisse si è
fatto passare per Nessuno
per sfuggire al Ciclope
nascosto tra le pecore

*

Io celebro la memoria ogni giorno
da che avevo tre anni e mio padre è morto
affinché nessuno possa dimenticare
il valore vero della vita umana

*

la madre dei matador
da sola saprà salvare
dalle cornate del toro
il leone affamato?

*

Vedere la propria prigione è
possedere la propria libertà:
poter immaginare il sogno
da contrapporre alla realtà

*

i ‘migliori’ arrivano sempre
a ripetere ciò che lo scemo
del villaggio dice dal primo
giorno: meglio tardi che mai

*

c’è chi difende l’operaio
c’è chi difende il padrone
e poi c’è chi lotta
per liberarli dalla fabbrica

*

si scrive per essere
in presenza di un teste
che non sia solo
il proprio testo?

*

face au rivage, qui veut retenir
la mer, il ne sert à rien de faire
barrage, il faut savoir devenir
écume

*

per essere
più paghi
nella vita
fate scelte

di fronte a
lo specchio
non dinanzi
una vetrina

*

apprendere
a dipingere
disegnando
sulla strada

*

vorrei sapere
scrivere
per chi non sa
leggere

*

la vanità caratteristica
del vino e dei bambini:
la verità: delirio di poeti
profeti e amanti

*

il Cielo
giorno e notte superno a tutti
per sapere del proprio aspetto
deve prosternarsi e supplicare
il Mare

*

L’euforia causata da una confusa
parola Libertà che ci conduce
sbizzarriti dal recinto, palpitanti
d’infilarci tutti quanti, dentro al mattato-io

*