Siamo sicuri che Anthony Bourdain si sia veramente suicidato ?

asia-argento-anthony-bourdain-8-gty-ml-180608_hpMain_12x5_992Anthony Bourdain è morto qualche giorno fa : la notizia ha fatto velocemente il giro del mondo.
Le indagini sarebbero ora ufficialmente chiuse in quanto per gli investigatori si tratterebbe inequivocabilmente di suicidio. La ragione più probabile di questo gesto estremo, sarebbe un presunto tradimento di Asia Argento : almeno questa la tesi più diffusa in Italia. Italia dove Anthony Bourdain veniva presentato appunto come il fidanzato dell’attrice. In realtà Anthony Bourdain era molto di più e fortunatamente non sono in pochi a saperlo. Bourdain, chef internazionale di successo, nasce nel 1956 a New York, si diploma al Culinary Institute of America nel 1978, e diventa executive chef della Brasserie Les Halles di Manhattan dal 1998 e poi celebrità universale per una lunga serie di articoli, libri e serie tv. Infastidito dall’etichetta di celebrity chef che gli era stata appiccicata nonostante da anni ormai non toccasse più un fornello, Bourdain diceva di sé che —nella migliore delle ipotesi— “avrebbero dovuto descriverlo come un cuoco”. Ma era anche un ottimo scrittore, abile, che in tutti i suoi libri (compresi i gialli “Bone in the Throat” e “Gone Bamboo”) raccontava i personaggi in maniera perfetta.
Personalmente lo conobbi grazie al suo ottimo libro “Kitchen Confidential”.
Un successo, il suo, dovuto inizialmente alla sua vita d’eccessi : sesso, droga e la vita pazza fuori e dentro la cucina non impiegarono molto a stuzzicare la curiosità dei lettori, contribuendo a costruire intorno a Bourdain l’immagine di cuoco maledetto ; in seguito è però prevalso il ruolo di grande divulgatore del cibo. Nonostante il successo incredibile Bourdain ha costantemente lottato contro depressione e dipendenze, e ciò sarebbe alla base della direzione presa verso il suicidio confermata dalle indagini. Bourdain si sarebbe ucciso nella sua camera di albergo usando la cintura dell’accappatoio.
Ma vogliamo ora usare un pò di immaginazione. Immaginazione, in quanto, seppur partendo da fatti veri, niente di quello che sto per dire può al momento essere provato e rimane quindi solo una personale supposizione.
Anthony Bourdain, era tornato alle cronache ultimamente per le sue dichiarazioni in favore della sua fidanzata Asia Argento, se fidanzata era, e sopratutto contro la stampa italiana, Tarantino e chiunque non avesse secondo lui reagito a dovere ai fatti venuti alla luce dallo scandalo Weinstein.
Scandalo che tutti conoscono oramai, che ha portato il celebre produttore americano in prigione (poi evitata dietro pagamento di cauzione). Ed è proprio da Weinstein e dalla sua figura che partono le mie supposizioni : il produttore, nato da una famiglia ebraica a New York, era figlio di tagliatori di diamanti. Senza volerci inoltrare sul fatto che fosse il produttore che gestisse da solo Hollywood, solo grazie alla sua appartenenza al mondo ebraico, è indubbio che col mondo sionista o comunque del potere stabilito avesse chiari legami. Tutti sapevano quello che faceva, ma nessuno aveva il coraggio di fare qualcosa (Tarantino per primo appunto). E questo, forse, anche perché è cosa provata e nota che il produttore avessi forti legami con il Mossad israeliano: nel tempo ha assunto svariate compagnie private di intelligence per individuare i suoi accusatori e affossarne le denunce, come ha rivelato il New Yorker nell’ultima puntata dell’inchiesta che ha colpito al cuore l’industria cinematografica americana.
A rivelare un ulteriore tassello sullo scandalo, dozzine di pagine contenenti documenti inequivocabili e sette testimonianze di persone coinvolte nell’indagine. Tra le compagnie assoldate dal produttore la Kroll, una delle agenzie di intelligence più prestigiose del mondo, e Black Cube, gestita per la maggior parte da ex agenti del Mossad, appunto.
Ora, parlando di cinema, perché non immaginarsi un finale cinematografico a questa vicenda. Mai Weinstein, uomo sicuramente sessualmente malato ma altrettanto intelligente, avrebbe potuto vendicarsi direttamente su Asia Argento, subito sarebbe stato evidentemente accusato se all’attrice fosse successo qualcosa in seguito alle sue dichiarazioni. È perché allora non punirne, commissionandone l’omicidio a qualche agente dei servizi segreti, il compagno che tanto amava, così da farne soffrire la perdita all’attrice e lasciarla con la costante paura oramai di subire prima o poi la stessa sorte? Del resto le smanie esibizioniste, sono già emerse dai fatti dello scandalo.
A conferma poi che possa agire in modi diciamo non tanto puliti, arriva ancora in questi giorni la dichiarazione di Rose McGowan, che è stata una delle prime donne di Hollywood a denunciare pubblicamente le malefatte di Harvey Weinstein.
L’attrice di Streghe, tra le più ferventi sostenitrici di #MeToo, sta affrontando infatti in queste ore un momento particolarmente delicato. Secondo quanto riferito da TMZ, potrebbe essere condannata per possesso di droga: nel gennaio 2017, Rose McGowan venne fermata dalla polizia dell’aeroporto di Washington Dulles cinque ore dopo il suo arrivo, perché sull’aereo venne trovato un suo portafogli – accidentalmente dimenticato – con delle piccole quantità di cocaina. E l’attrice non ha dubbi: è vittima di un complotto ordito da Harvey Weinstein, di cui è stata la prima accusatrice.
In più, con la passione per il mondo del cinema che sarebbe quantomeno scontata per il più grande produttore di Hollywood, quindi propagatore del pensiero unico spesso e volentieri di matrice sionista, quale miglior dettaglio da film thriller, se non quello di lasciare un proprio segno di riconoscimento come appunto la cintura di un accappatoio ? Ricordiamo infatti che in quasi tutte le dichiarazioni delle ragazze da lui violentate, il produttore veniva sempre rappresentato in accappatoio, come nel film Scarlet Diva, dove appunto la stessa Asia Argento ricostruiva i fatti in questione…
Ora, indipendentemente dalla possibilità che Anthony Bourdain soffrisse di depressione, o avesse qualche valido motivo per suicidarsi, nessuno trova quindi strano che lo faccia proprio con la cintura di un accappatoio, e proprio dopo lo scandalo Weinstein, in un momento in cui lo chef aveva ben mostrato di voler rimanere accanto ad Asia Argento ? Proprio così avrebbe scelto di darsi la morte, col simbolo dell’uomo contro cui lui per primo insieme alla compagna combatteva ? Un dubbio, a voler pensare male, potrebbe nascere.. sicuro, se si tratta di Mossad, dubito che la verità venga mai scoperta, non solo per il modo perfetto in cui la cosa sarà quindi stata eseguita, ma anche per i forti legami e influenze che questi servizi segreti hanno in tutte le parti della società. Non resta che vedere, perché se a un esibizionista non viene riconosciuta l’esibizione gli si dà voglia di mostrarsi di più, cosa farà ancora… magari produrrà un film, in cui si narrerà indirettamente la verità.. O magari il film sono stato solo io a farmelo.

*FONTE: Gli Italiani – Quotidiano (13.06.2018)

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