UNA BICICLETTA

una bicicletta

UNA BICICLETTA

«L’avenir de l’homme c’est de revenir au vélo»

Fugge malinconia sulla schiena della Terra
l’equilibrio dell’orologio
l’elogio, dell’umile upupa che non osa volare, erra
manubrio della follia, fugge la folla in delirio.

Massa critica : l’individuo e la convivialità
la vitabilità che rifugge dal traffico
la libertà d’andar dove si vuole.

Pedalare, fino in fondo al mondo,
per reperire la quadra del tondo, veramente
vivo e vivente nel vento, dove niente mente.

Sentire il mare tra le fronde
il rotolare dei sassi – il conoscersi
alla prima vera bellezza : la primavera
appoggiata ad un albero, sull’erba a far l’amore.

Astronauti del silenzio scrivono sulla strada
tracciati, favole di fate fatte apposta per noi.
Per restare giovani, per restare poeti :
in movimento, estasi tra il tutto e il quasi.

Nel gobbo scollinare il precipitoso cammino
da ordine in eleganza, là, dove nasce la speranza :
Drin ! Drin ! e si spostano sorridenti :
passa inosservato il solitario.

Una bicicletta che cade è il pianto d’un bambino.

*Mailhac, 2019