Una volta insediato il Governo del cambiamento, i mercati sembrano iniziare ad amarlo.

ministri_lega_m5sSarà, si sa, che al ‘mercato’ bisogna gridare per farsi sentire, ma da quando Salvini è al governo, dopo aver fatto la voce grossa sull’immigrazione, ora si prodigano tutti nella difesa dell’Italia riguardo questo tema. Per primo Junker, che finché il governo del cambiamento ancora non aveva avuto il via libera, si era tranquillamente accodato a le vari voci europee che volevano ingerire nella formazione dello stesso, dal Lussemburgo fino perfino allo speculatore e squalo finanziario Soros, insomma tutte quelle persone o personalità, o solo anche portavoce di alcune lobby, che hanno causato queste situazioni infelici e continuano a causarle, nel nome della democrazia, ma nel segno reale del loro mero interesse personale. Eleggere un governo che ascoltasse il suo popolo, finanche arrivare a mettere in dubbio alcune misure europee, che oggettivamente non funzionano, e arrivando a disturbare quei poteri forti o comunque legati alla finanza che decidono di volta in volta lo scenario da apporre al loro personale teatrino economico, non era cosa da fare. Anche la Germania ovviamente non si era fatta mancare la possibilità di dire qualcosa, prevedendo per l’Italia la fine della Grecia, non esitando a chiamarci scrocconi e via dicendo. Germania che comprensibilmente è quantomeno nervosa in questo periodo, visto il suo governo che ha impiegato svariati mesi a nascere per la presenza, da loro sì e sul serio, degli estremisti di destra al governo ; con gli scandali del diesel-gate che hanno portato alla luce i dati truccati sulle emissioni e i test su animali e perfino cavie umane, fatti per lo più dalle case automobilistiche tedesche e che per questo hanno subito un duro colpo a livello mondiale ; duro colpo, quantomeno nel comparto auto, che non sembra destinato a finire, vista le dichiarazioni di Trump riguardanti la possibilità di equiparare le tasse sull’importazione a quelle nazionali, così da sfavorire la vendita nel suo Paese delle auto di lusso tedesche o quantomeno di renderle al pari livello di possibilità di quelle sue nazionali ; normale quindi che la Germania si interessasse alle nostre elezioni, con un governo italiano che si pone come obiettivo quasi primario di far finire un’egemonia tedesca che danneggia tutti gli stati europei e non solo, e che potrebbe essere un pericoloso esempio per gli altri stati che ora vedano la possibilità di avere maggiore voce in capitolo. Ora però, una volta finalmente insediato questo pericolosissimo governo del cambiamento, pericoloso sicuramente almeno per chi vede in pericolo i propri interessi fin’oggi oltremodo perpetuati, sembrano tutti aver cambiato idea.
Junker per primo, indipendentemente delle voci sui suoi problemi di alcoolismo, aveva fatto subito marcia indietro dicendo che le sue parole erano state travisate a causa di una traduzione erronea, e arrivando a fare dichiarazioni in difesa del rispetto da portare ad uno dei paesi fondatori di questa bella Unione Europea ; la Merkel, l’altro giorno, parlando dell’immigrazione, ha ammesso pubblicamente che l’Italia è stata lasciata sola al riguardo della gestione del ‘problema’ che sarebbe nato dopo la caduta di Gheddafi, principalmente voluta dalla Francia e da Sarkosy, che ne avrebbe decretato la fine anche per nascondere i miliardi di finanziamento ricevuti ai tempi dal pericoloso dittatore libico, di cui però il portafoglio non faceva paura (è in corso in fatti un processo al riguardo). Francia che non sembra comunque interessata al problema, se non a parole, che sono la caratteristica di queste forme di governo alla Macron, che però non seguono mai i fatti, con una politica delle frontiere che probabilmente se avesse vinto il Fronte Nazionale, in Francia, sarebbe stata meno dura o quantomeno eguale.
Le ultime dichiarazioni di Salvini che vanno verso Orban, che per primo non sembra d’accordo con le politiche proposte dall’Europa, preoccupano i democratici della coalizione ‘Bella Ciaone’, vedi Leopolda, che però forse ignorano che il politico ungherese, tacciato come grande fascista, sia in realtà uno dei maggiori alleati della Merkel in Europa, e non un dichiarato fascista come si continua a ripetere. (fascista : una delle parole più in voga di questa Repubblica, a quanto pare, e che ha ufficialmente preso il posto della minaccia comunista che era invece servita a Berlusconi per crearsi un nemico pubblico da combattere).
Per quanto mi riguarda non mi sento di esprimere ancora giudizi su questo governo, almeno finché non comincerà a fare qualcosa, anche perché generalmente non esprimo pre-giudizi, come sarebbero altrimenti in questo caso. Finora, per quanto riguarda le nostre politiche in fatto d’immigrazione, le sole dichiarazioni di Salvini, vanno in direzione delle politiche intraprese dal passato Pd con Minniti, mostrando l’intenzione di continuare così senza per forza inasprirne i contenuti. Per altre motivazioni da molti intraprese, come le quote femminili, mi sembra non siano inferiori ai precedenti governi, solo che non sono la Boschi e la Minetti. Per i diritti acquisiti delle cosiddette minoranze, tolte le infelici dichiarazioni di Fontana, non temo minimamente in quanto confido nei valori del Movimento 5 stelle (basti vedere a Torino le due donne legittimate dall’Appennino e non certo da Chiamparino..), che non sono in tutto e per tutto uguali a quelli della Lega, e confido sopratutto nel fatto che venga rispettato il contratto-programma, in cui da nessuna parte compaiono parole nella direzione fascista che l’opposizione, con i loro media di partito, paventano dal primo giorno. Posso però esprimermi sulla cosiddetta opposizione, formata da Renzi e Berlusconi, che senza minimamente porsi il dubbio che abbiamo molto da lavorare per migliorare, quantomeno provare a presentare un progetto reale e un qualcosa di concreto visto che per anni hanno già ampiamente avuto modo di governare, o quantomeno smettere di parlare non avendo altro da proporre che varie mistificazioni della realtà; dopo aver sperato nella possibilità di formare un fronte Repubblicano che desse finalmente loro un’identità, loro che formano i partiti che più di ogni altri, per ragioni diverse, sembrano aver voluto invece la fine del benessere nazionale a favore del mercato mondiale e mondialista, si ritrovano ora a dare dei fascisti, o sfascisti che sia (così almeno da cercare di evitare le denunce per calunnia), a quasi 17 milioni di italiani che hanno votato questo governo, o per lo meno per i partiti che ora ne sono comparte ; senza proporre altro che non tweet democratici in difesa di non si sa quale verità che sarebbe da loro rappresentata contro il male moderno, senza capire che proprio facendo così, continuando a dare, a chi abbia liberamente votato, del fascista, lo si potrebbe invogliare col tempo ad esserlo veramente, sopratutto se in risposta, come è sempre stato fin dal passato, a finanza banche multinazionali e mafie varie, da altri appunto ben rappresentate, secondo opinione sempre più diffusa, ben motivata o meno dai vari processi passati e tutt’ora in corso…

*FONTE: Gli Italiani – Quotidiano (04.06.2018)

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